La sfida del Corano

14 luglio 2016

Allah l’Altissimo scelse i Suoi profeti e li mandò alla gente per rimediare le loro malattie morali e sociali, oltre alla miscredenza e all’idolatria.
Dio l’Altissimo, diede i miracoli ai profeti per aiutarli nella loro missione profetica, questi miracoli erano di solito riconducibili all’arte o alla scienza della loro gente per dimostrare che la loro profezia veritiera.
Mosè, la pace di Dio sia su di lui, ricevette il bastone che divenne, con il permesso di Dio, un serpente enorme contro i maghi e aprì ai figli di Israele un passaggio asciutto nel mare, mentre Faraone con i suoi soldati furono sommersi dalle acque.
Gesù, figlio di Maria, la pace di Dio sia su di lui, era stato dotato del miracolo di guarire, per volontà di Allah, il cieco nato, il lebbroso e risuscitare il morto.
miracoliCorano
Dato che il profeta Muhammad, la pace e benedizione di Dio siano su di lui, è il Sigillo dei profeti, Allah l’Altissimo, gli diede un miracolo valido per tutte le epoche e non limitato solo al periodo in cui viveva. Egli fece dei miracoli terreni, ma il miracolo eterno datogli da Allah l’Altissimo, è il Sacro Corano, con cui Dio l’Altissimo dimostra la profezia di Muhammad, che era analfabeta e non sapeva né leggere né scrivere.
Eppure, il Santo Corano rivelato da Allah rappresenta con la sua forma e il suo contenuto, il miracolo eterno con cui Dio sfidò e sfida ancora tutto il creato (uomini e jinn), di comporne una sura o parte simile.
Parto sempre da due versetti (23 e 24) della sura della La Giovenca, dove Dìo il Clemente dice:

– E se avete un dubbio su quello che abbiamo rivelato al Nostro servo, portate una Sura simile a questa, e se siete veritieri chiamate i vostri testimoni al di fuori di Dio. Poi, se non lo fate – e mai lo farete – temete il Fuoco che consumerà esseri umani e pietre, preparato per i miscredenti. –
(Sura La Giovenca, v. 23,24)

Le popolazione della penisola araba erano degli ottimi poeti, e mettevano in versi ogni cosa molto facilmente. C’erano poeti arabi illustri all’altezza di Dante, Petrarca, Ariosto e simili. Questi poeti composero delle stupende poesie dette ”Mu’allaqat”, ed erano esposte per la loro bellezza, merito e raffinatezza sulle mura della Ka’ba a Mekkah.
Quindi Allah l’Altissimo sfidò con il Sacro Corano, questi eloquenti arabi per dare una prova tangibile del fatto che il profeta Muhammad era veramente il Suo ultimo profeta.
La sfida fu lanciata dal Corano e la base per competere poteva basarsi su tre condizioni valide: la parità, la voglia e la durevolezza.
– La parità vuol dire che la sfida deve essere compiuta nel campo in cui lo sfidato è bravissimo. Oltre ad essere arabi, i miscredenti erano molto eloquenti e cavalieri della parola. Quindi se il profeta Muhammad, la pace di Dio su di lui, avesse scritto il Corano (come dicono iquelli che non credono) pur essendo analfabeta, questi sarebbero stati capaci di comporre parti o sure simili al Libro Sacro per confutare la profezia del profeta.
– Con la voglia s’intende il desiderio ardente da parte dello sfidato di accettare la sfida. I miscredenti ci tenevano e ci tengono ancora a provare che il Corano non è la parola di Dio l’Altissimo. Ciò è un aspetto molto importante e indicativo, perchè dà vitalità e credibilità alla sfida che senza questo aspetto non avrebbe nessun valore.
Facciamo esempio con due atleti: se uno sfida in duello l’altro che non accetta tale sfida o non ci tiene ad abbattere lo sfidante e rinuncia al duello, non si può assolutamente parlare di una sfida. I miscredenti invece, sono appassionati di questa sfida e la vorrebbero, anzi non vedono l’ora, di avere l’occasione opportuna, per dimostrare la falsità del Sacro Corano, e di conseguenza la confutazione della profezia del Sigillo dei profeti.
– Per quanto riguarda la durevolezza rappresenta una condizione necessaria e obbligatoria per una sfida eterna valida. Dato che il Corano è un miracolo valido per tutte le epoche, è l’ultimo Libro Sacro rivelato da Dio, l’Onniscente, la sfida deve anch’essa essere duratura. Perciò la sfida ai miscredenti di imitare l’eloquenza e la miracolosità del Corano è valida fino al giorno del Giudizio.
Tornando ai due atleti aggiungerei: se lo sfidato dice che è stanco un po’ e che accetta la sfida il giorno dopo e abbatterà lo sfidante, la sfida è valida e vera. Anzi lo sfidante in questo caso deve aspettare un giorno o una settimana o un secolo per dimostrare la sua affidabilità e la sua serietà, altrimenti sarebbe bugiardo e vanitoso se si ritira a causa del prolungamento del tempo per la sfida.
Ecco perchè Allah l’Altissimo, apre il tempo della sfida per abbracciare tutto il futuro con le Sue Benedette Parole:” Se non lo fate – e non lo farete – temete il Fuoco”. Vale a dire: voi miscredenti non siete e non sarete capaci mai di comporre o portare una sura simile a quelle del Sacro Corano. Perciò dovete credere che il Corano Sacro è stato rivelato da Allah Ta’Ala e così evitate l’ira di Dio e sarete salvi dall’Inferno.
Termino, dicendo, che i miracoli divini dati ai profeti, dimostrano la loro missione profetica, perciò sono sempre dello stesso genere in cui la loro gente può capirne il valore e l’importanza.
I miracoli avevano un ruolo solo durante la vita dei profeti (tranne il Sigillo dei profeti), per convincere la gente che i profeti sono veri messaggeri di Dio l’Altissimo. Perciò il ruolo di questo miracolo scade dopo la morte del profeta mandato solo alla sua gente.
Ma all’ultimo profeta Muhammad, che Dio lo preservi, mandato a tutti gli uomini, Allah il Misericordioso ha dato un miracolo eterno non limitato a un’ epoca precisa o a un paese preciso. Il Corano comprende il contenuto vero di tutti i Libri Celesti precedenti rivelati da Dio a Davide, Abramo, Mosè e Gesù e tutti gli altri.
E’ importante, finire la lezione con questi due nobili versetti:

– E su di te abbiamo fatto scendere il Libro con la verità, per confermare il Libro che c’era prima di quello a sua salvaguardia. Giudica dunque fra loro secondo ciò che Dio ha fatto scendere. Non seguire le loro passioni, lontane da ciò che ti è giunta come verità.
(Sura La Tavola Imbandita, v. 48)

– Di’: “Anche se gli esseri umani e i jinn si unissero per produrre qualcosa di simile a questo Corano, non saprebbero fare nulla di simile, pur se si sostenessero l’un l’altro. –
(Sura Il Viaggio Notturno, v. 88)

Abdel Fattah Hassan

Abdel Fattah Hassan

Attualmente insegna all'Università di Misurata, Libia. E' laureato ed ha master in materia religiosa delle università egiziane. E' stato imam della Grande Moschea di Roma, ha partecipato a numerosi meeting e congressi. Ha partecipato alla revisione della traduzione del Corano effettuata da Faud Kabathy. E' interprete e traduttore di libri dall'arabo all'italiano

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