As-Sawn (il digiuno) 4° parte

7 luglio 2016

RM01

Dato che Ramadan è il mese del Corano, è doveroso per ogni musulmano approfittare dell’occasione del Ramadan per mettersi in contatto con il Santo Corano; recitandolo o studiandone l’interpretazione o estraendone i precetti di Allah Altissimo.
Dice Dio l’Altissimo:

— Il Corano, guida per le genti, e prova di condotta e di discernimento, è stato inviato nel mese di Ramadan, Chiunque lo vede, digiuni. —
(Sura La Giovenca, v. 185).

Perciò il Corano non sarà una guida per chi ne ignora il contenuto, oppure abbandoni il Santo Libro senza studiarlo. Un autentico musulmano deve leggere una parte, qualunque essa sia, del Corano ogni giorno, in modo che la relazione dei musulmani con il loro Libro Sacro sia duratura e diretta, affinchè possa attingere da Esso i precetti di Dio e siano illuminati dalla Parola del Clemente, circa ciò che è illecito e ciò che è lecito.
Direi che il Santo Mese di Ramadan è una brillante occasione per spolverare il Santo Corano abbandonato negli scaffali o nei cofanetti di velluto. Il Corano non è stato rivelato da Dio per decorare le scrivanie, o le pareti, o le macchine, o per essere rinchiuso in cofanetti dorati, fu rivelato da Dio, per guidare l’umanità sulla via retta e per salvarla dalla perdizione. Dice Dio l’Altissimo a tale riguardo:

— E’ un libro che abbiamo fatto scendere su di te affinché col permesso del Signore tu faccia uscire le genti dalle tenebre alla luce, sulla via dell’Onnipotente e del Glorificato. —
(Sura Abramo, v. 1).

Perciò i musulmani hanno ricevuto l’ordine da Allah di dare ascolto al Corano per essere illuminati dalla luce e ricevere la misericordia di Dio. Anche quelli che leggono a stento il Corano non hanno nessun pretesto per tralasciarne l’ascolto. Anche con un cd o da un telefonino.
Dice l’Altissimo:

— Quando il Corano viene letto prestatevi orecchio e fate silenzio. Forse vi sarà fatta misericordia. —
(Sura I Muraglioni, v. 204).

E dice l’Altissimo:
— Certo, questo Corano guida verso ciò che è di più retto; ai credenti che compiono opera buona annuncia che avranno una grande ricompensa —
(Sura Il Viaggio Notturno v. 9).

Il Santo Corano è la costituzione dei musulmani, comprende tutto ciò che li interessa nella vita terrena (codice morale, sociale, politico, penale, economico e prima di tutto religioso), e in quella ultraterrena.
Dice Dio il Misericordioso:

— Abbiamo fatto scendere su di te il Libro come esposizione di ogni cosa, guida, grazia e buona novella ai musulmani —
(Sura Le Api, v 89).

Dato che il messaggio dell’Islam è universale, perchè l’inviato di Dio, Muhammad, la pace di Dio con lui, è l’ultimo Profeta per tutto il mondo, ascoltiamo il versetto che dice:

— Ti abbiamo inviato come una misericordia per i mondi. —
(Sura I Profeti, v. 107).

L’Islam quindi ha caratteristiche universali, e non è certo la religione degli arabi (che non sono più del 12% della totalità dei musulmani) e le leggi e i precetti dell’Islam non sono mai legati a particolari circostanze storiche o ad ambienti geografici. Il Corano, in breve, comprende il rimedio di tutte le malattie e le sofferenze del mondo a tutti i livelli (morali, sociali, ecc) e, mostra la via della salvezza per tutta l’umanità.
Perciò le traduzioni giuste dei significati del Corano in tutte le lingue sono veramente essenziali per far capire il contenuto del Corano a chi non legge l’arabo, ed è bene che queste traduzioni fossero revisionate e controllate da musulmani sapienti nella lingua del Sacro Testo (arabo classico) e nella lingua di traduzione.
E gloria a Colui, che fece scendere il Corano sul Suo servo Muhammad, che Dio lo benedica, affinché potesse essere un ammonitore per tutta la gente.
Direi che, nel corso del Ramadan, se il musulmano non arabofono legge la traduzione dei significati del Corano, avrà una ricompensa da Dio uguale a quella che avrà un musulmano arabo quando legge il Corano in arabo.
D’altro canto Allah l’Altissimo non dà la ricompensa solo a chi legge il Santo Corano, ma anche a chi lo ascolta da altri o da strumenti analoghi o digitali. Un segno della misericordia di Dio è che il Santo Corano è comprensibile e facile da capire. Come dice l’Altissimo:

— Si, Noi abbiamo reso facile il Corano come Avvertimento, ma c’è chi si lascia avvertire? —
(Sura La Luna, v. 22).

E dice l’Altissimo:

— Il Misericordioso, ha insegnato il Corano. Egli ha creato l’uomo; gli ha insegnato ad esprimersi —
(Sura Il Misericordioso, v 1- 4).

La recitazione del Corano fornisce al musulmano, oltre alla ricompensa di Dio, un beneficio spirituale, Dio l’Altissimo ordinò al Profeta Muhammad, che Dio lo benedica, e ai musulmani di dare importanza e interesse immenso al Santo Corano.
Dice l’Altissimo:

— O tu che ti sei avvolto, rimani sveglio per una parte della notte, la sua metà o un po’ meno o di più, recita la recitazione del Corano. —
(Sura Colui che si è avvolto, v 1-4).

I musulmani non possono stare a lungo termine senza leggere il Corano, devono recitarlo il massimo che possono in modo da conservarne la relazione con il Libro Sacro.
Dice l’Altissimo:

— Recitate dunque ciò che vi è possibile del Corano —
(Sura Colui che è avvolto, v.20).

Chi sfoglia gli hadith del Profeta Muhammad, che Dio lo protegga, troverà moltissimi scritti che menzionano il merito della recitazione del Corano. Eccone alcuni:
1 – l’Inviato di Dio, la pace e la benedizione di Dio su di lui, disse: “Il migliori tra voi è chi ha appreso il Corano e lo insegna” (trasmesso da Al Bukhari).
2 – Il Profeta, la pace e la benedizione di Dio su di lui, disse: “Con questo Libro (il Corano) Iddio Altissimo eleva delle genti, e con esso ne abbassa delle altre” (trasmesso da Muslim).
Da ciò si evince che il musulmano che si aggrappa al Corano, lo recita, lo impara e mette in pratica gli ordini di Dio, sarà elevato da Dio Altissimo sia in questa vita sia in quella ultraterrena, vale a dire che la sua dimora in Paradiso sarà nei livelli superiori. Invece, il musulmano che abbandona il Santo Corano e non lo recita e non vive in base agli ordini divini, in esso rivelati, avrà una vita misera in questo mondo, anche se possiede molto denaro e beni terreni, e nell’aldilà sarà nel rango più basso..
3 – L’Inviato di Dio, la pace e la benedizione di Dio su di lui, disse: “Ogni musulmano nel cui intimo (nel suo cuore) non alberga alcunchè del Corano è come una casa deserta e in rovina”. (trasmesso da At-Tormidi)
In questo hadith c’è un invito ad imparare a memoria una parte qualunque, sia pur minima, del Corano, perchè questa parte illumina il cuore e la parte intima del musulmano.
4 – Il Profeta Muhammad, la pace e la benedizione di Dio su di lui, disse: “Il credente che recita il Corano è come il limone, il cui sia il suo profumo sia il suo sapore sono buoni; il credente che non recita il Corano è simile al dattero, non ha profumo ma il sapore è dolce; l’ipocrita, invece, che recita il Corano è simile al basilico, il profumo è buono ma il suo sapore è amaro; l’ipocrita che non recita il Corano , invece, è simile alla coloquintide, che non ha profumo e il suo sapore è amaro” (trasmesso da Al Bukhari e Muslim).
5 – Il Profeta, la pace e la benedizione di Dio su di lui, disse: “Non c’è più d’invidia di un uomo cui Iddio abbia dato il Corano, sul quale egli si basi di notte come di giorno (che recita di notte e di giorno) senza interruzione, e di un uomo a cui conceda ricchezze, e che egli dispensi ininterrottamente di notte e di giorno” (Al Bukhari e Muslim concordano).
In questo hadith il musulmano deve tener presente che ci sono due tipi di persona da seguire come esempio, e da imitare; quello che conosce il Corano molto bene e lo recita in preghiera sia obbligatoria sia facoltativa, e quello che spende con magnanimità e aiuta sempre i bisognosi.
Queste sono due persone da invidiare, però non l’invidia nel suo senso negativo, ma nel senso buono del termine.
Vorrei aggiungere, a tale riguardo, che Iddio Altissimo dà ascolto al musulmano che recita il Corano e cerca di modulare e abbellire la voce.
6 – Il Profeta, la pace e la benedizione di Dio su di lui, disse: “Chi non salmodia il Corano non è dei nostri (non è un musulmano vero)” (Trasmesso da Abu Daud).
7 – L’Inviato di Dio, la pace e la benedizione di Dio su di lui, disse: “Recitate il Corano, perchè nel Giorno della Resurrezione, Esso sarà l’Intercessore per coloro che lo avranno recitato con costanza” (trasmesso da Muslim).
Per terminare direi che ogni musulmano non deve perdere l’occasione del Ramadan per recitare il Corano, chiedere il perdono di Dio, glorificare e supplicare Allah Altissimo. I musulmani non arabofoni possono recitare le sure brevi che sanno a memoria e poi, al di fuori della preghiera, possono leggere e studiare una buona traduzione dei significati del Corano, e avranno la benedizione e la ricompensa da Allah quanto la avranno gli arabofoni quando recitano il Corano in arabo.
Chiudo con questa buona novella ai musulmani che trovano alcune difficoltà a leggere il Corano e, malgrado questo, insistono a recitarlo con fermezza e non si rassegnano ad abbandonarlo. Questa buona novella è riportata dal Profeta, che Dio protegga lui e la sua discendenza, che disse: “Chi recita il Corano e lo fa con perizia, è del novero dei conciliatori nobili e pii; e per chi recita il Corano impappinandosi e trovandosi in difficoltà vi sarà doppia ricompensa” (Trasmesso Al Bukhari e Muslim).

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la prima lezione

per la seconda lezione

per la seconda lezione

Abdel Fattah Hassan

Abdel Fattah Hassan

Attualmente insegna all'Università di Misurata, Libia. E' laureato ed ha master in materia religiosa delle università egiziane. E' stato imam della Grande Moschea di Roma, ha partecipato a numerosi meeting e congressi. Ha partecipato alla revisione della traduzione del Corano effettuata da Faud Kabathy. E' interprete e traduttore di libri dall'arabo all'italiano

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