As-Sawn (il digiuno) 3° parte

1 luglio 2016

L’Inviato di Dio, che Dio lo benedica, disse: “Le cinque Salawat, le due Salawat del venerdì, e due digiuni di Ramadan fatti consecutivamente espiano le azioni cattive commesse nel frattempo, qualora si siano evitati i peccati gravi”. L’ha trasmesso Muslim.
Credo che queste occasioni per purificarci siano esposte chiaramente in questo hadith: sia a livello quotidiano, che settimanale che e quello annuale.

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Come possiamo noi musulmani accogliere un’ospite rispettabile come il Santo Ramadan? Innanzi tutto dobbiamo prendere in considerazione che le azioni dipendono dalle intenzioni, come disse il Profeta, le benedizioni di Dio su di lui, nel senso che le azioni buone sono il frutto di un’intenzione buona e viceversa. Allah Altissimo dice a tale riguardo:

— Se Allah saprà che nei vostri cuori c’è del bene, vi darà più di ciò che vi è stato preso, e vi perdonerà. Dio è Clemente, Misericorde. —
(Sura Il Bottino, v. 70)

E’ doveroso, quindi, per i musulmani, alle porte di Ramadan, riempire i loro cuori di bene e dell’intenzione di compiere ogni forma di azione pia.
Dice Dio, Gloria a Lui:

— E gareggiate per il perdono del Signore e per il Giardino largo come i cieli e la terra, preparato per i devoti. —
(Sura Imran, v. 133).

Questo versetto contiene un invito a una gara il cui premio non è un bene terreno, ma il Paradiso eterno. Spetta ai musulmani, alla vigilia di Ramadan, pentirsi sinceramente per coirreggersi, purificarsi ed essere meritevoli del compiacimento del loro Creatore Clemente:
Dice Allah il Glorioso:

— O credenti! Tornate a Dio con un pentimento sincero. Può darsi che il vostro Signore cancelli per voi e vi faccia entrare nei Giardini sotto i quali scorrono i ruscelli. —
(Sura Il Divieto, v.8).

E dice il nostro Signore:

— Pentitevi davanti a Dio, o credenti, affinché abbiate successo. —
(Sura La Luce, v. 31).

E dice il Degno di Lode:
— Egli accetta il pentimento dei Suoi servi, e cancella le cattive azioni. Egli sa ciò che voi fate. —
(Sura La Concertazione, v. 25).

E dice ancora il Perdonatore:

— Sì, Dio ama coloro che si pentono bene, ed ama coloro che si purificano. —
(Sura La Giovenca, v. 222).

Dio Altissimo ci ha aperto sì la porta del pentimento, come nei versetti poc’anzi citati, però dobbiamo tener presente che il pentimento sincero richiede e impone una reale ed assoluta sincerità. Ad esempio il peccatore deve interrompere subito le sue infrazioni, provare rimorso nel cuore per aver commesso il peccato e deve avere la ferma intenzione di non ricadervi più. E se il pentito aveva commesso un’ingiustizia nei confronti di una persona (musulmana o no) deve rimediare a questa ingiustizia o almeno chiedere il perdono della persona offesa.
Passimo ora ad alcuni hadith riguardanti quest’argomento.
Il Profeta, la pace di Dio sia con lui, disse: “Iddio Altissimo stende la Sua Mano la notte perchè ritorni pentito chi ha commesso misfatti durante il giorno: e stende la Sua Mano il giorno perchè ritorni pentito chi ha commesso misfatti la notte, e ciò finchè il sole non spunterà dall’occidente (fino al Giorno della Resurrezione)”. L’ha trasmesso Muslim.
Il Profeta, su di lui la benedizione di Dio, disse: “Iddio, Potente e Grande accoglie il pentimento del suo servo, purchè abbia luogo prima che egli cominci a rantolare”. L’ha trasmesso Tirmidi.
Da questi due hadith si rivela la misericordia assoluta di Dio, che dà l’occasione alle Sue creature di pentirsi nell’intero corso della loro vita.
Malgrado Allah Altissimo non abbia nessun bisogno delle creature Egli, il Re, gioisce per il pentimento dei Suoi servi.
L’Inviato di Dio, la pace di Dio su di lui, disse: “Iddio gioisce del pentimento del Suo servo, allorchè torna pentito a Lui, più intensamente di quanto gioisca uno di voi che trovandosi in una terra deserta sulla sua cammella e questa si liberi da lui portandosi in groppa il suo cibo e la sua bevanda, ed egli ne dispera, va fino ad una pianta, si sdraia alla sua ombra, già disperando della sua cammella, e proprio mentre è in questo stato ecco che se la ritrova ritta accanto a sé: la prende per la cavezza e quindi dice nella gran contentezza: ‘O Dio, Tu sei il mio servo ed io sono il Tuo signore’, ingannandosi per la gran contentezza”. Versione di Muslim.
Quanto è bella l’immagine del viandante, che perde i pilastri della sua vita nel deserto, perchè la cammella ha in groppa il suo cibo e la sua bevanda, essa è uguale alla vita. Ritrovare la cammella, in sostanza, significa il recupero della vita perduta. Figuriamoci quant’è la gioia di chi metaforicamente è tornato vivo.
Vorrei aggiungere a tale riguardo che, oltre ad abolire i peccati dopo il pentimento, esso fa scendere la benedizione di Dio e ci difende dal male in questa vita.
Dice l’Altissimo:

— Chiedete perdono al Signore; poi volgetevi a Lui ed Egli vi accorderà un bel godimento sino a un termine fissato e accorderà, a chiunque merita, la grazie che merita. —
(Sura Hud, v. 3)

E dice il Misericordioso pure per bocca del Profeta Hud:

— O mio popolo, implorate il perdono del Signore e volgetevi a Lui affinché vi mandi dal cielo una pioggia abbondante e aggiunga forza alla vostra forza. Non allontanatevi colpevoli —
(Sura Hud, v. 52).

Ecco, il pentimento avrà una buona conseguenza e un risultato favorevole anche in questo mondo effimero; la pioggia fa nascere tutti i tipi di piante e l’acqua piovana è di estrema importanza specialmente in un deserto oppure nei tempi di siccità e aridità.
Mi parrebbe utile terminare quest’argomento con un Hadith molto indicativo, che ci indica molte cose:
Il Profeta di Dio, che Dio lo protegga, disse: “Vi fu, tra chi visse prima di voi, un uomo che aveva ucciso novantanove individui, egli chiese dell’uomo più sapiente tra quanti abitavano la terra, e gli fu indicato un monaco; andò da lui, gli disse di aver ucciso 99 persone e gli chiese se ci fosse per lui una via di pentimento. Il monaco rispose che no. Allora lo uccise, e con quello arrivò a cento. Poi chiese del più sapiente tra la gente della terra, e gli fu indicato un uomo sapiente e dotto: gli disse di aver ucciso cento persone e gli chiese se ci fosse per lui una via di pentimento. Quegli rispose che sì e che nessuno può frapporsi tra lui e il pentimento. Poi il sapiente gli disse: “Vai a una terra così e così: lì vi è una gente che adora Iddio Altissimo, tu adora Iddio insieme a loro, e non tornare alla tua terra, perchè essa è terra di malvagità”. Ed egli se ne partì, fino che arrivato a metà strada, lo colse la morte. Gli Angeli della misericordia e gli Angeli del castigo se lo contesero; i primi sostenevano: “Egli stava per tornare pentito”. Gli altri Angeli opponevano: “Non ha mai fatto niente di buono”. Venne da loro un Angelo in forma umana, ed essi lo misero in mezzo come arbitro, ed egli sentenziò: “Misurate la distanza tra le due terre, ed a quella delle due cui si troverà più vicino, a quella apparterrà”. Iddio Altissimo ispirò l’ordine alla terra della malvagità (che il pentito lasciò) di allontanarsi e all’altra (a cui si rivolgeva per adorare Iddio) di avvicinarsi. Fecero il calcolo e trovarono che il pentito era più vicino alla terra (del bene) quale mirava, e gli Angeli della misericordia presero la sua anima”. Al Bukhari e Muslim concordano.
In questo hadith ci sono delle cose molto interessanti:
Innanzi tutto non c’è una persona cattiva al cento per cento, cioè ogni persona ha un angolo pulito nel cuore, tale angolo può essere ampliato e ingrandito con il consiglio e con il pentimento o tramite la ricerca della via giusta e la compagnia delle persone buone che temono Iddio Altissimo. Noi, musulmani, abbiamo la responsabilità di cercare quest’aspetto illuminato e pulito della gente, con tutte le buone maniere e Dio ci datà la ricompensa, qualunque sia il risultato, perchè abbiamo fatto il nostro dovere.
Disse il Profeta Muhammad, che Dio lo abbia in gloria: “Per chi è guida al bene, vi sarà ricompensa uguale a quella di chi lo attua”. L’ha trasmesso Muslim.
I cuori della gente sono nelle Mani di Dio, e può darsi che una persona immersa nel peccato, diventi pia e timorata di Dio. Perciò più diventiamo pii e vicini a Dio, più dobbiamo essere umili. Vale a dire che se Allah Altissimo ci guida al bene, non dobbiamo pavoneggiarci con le nostre buone azioni, specialmente nei confronti delle persone disobbedienti. Anzi è doveroso trattare le persone ingiuste con pietà e con gentilezza per aiutarle a uscire dalle situazioni non gradite e non giuste. Perchè un uomo scellerato è come un malato, e la persona giusta e pia è come un medico. Il medico deve curare con pazienza, diligenza e misericordia. Un musulmano, ignorante dell’Islam, può dirsi orgoglioso forse delle sue azioni buone? O può forse giudicare le azioni cattive? No, questo è un grave errore perchè nessun musulmano può garantire il Paradiso per se stesso o dichiarare l’inferno per qualcun altro.
Noi, con tutta l’umiltà e la sincerità, adoriamo Allah Altissimo, e speriamo che Dio accetti le nostre buone azioni.
Disse il Profeta Muhammad, che Dio protegga lui e la sua famiglia, proprio a tal riguardo: “Un tale disse: ‘Per Dio, Iddio non perdonerà il tale’; e Iddio Potente e Glorioso ha detto: ‘A chi si permetterà di giurare che Io non perdonerò un tale, Io dico a lui ho già pardonato ed ho reso inane la sua azione’”. Trasmesso da Muslim.
E disse pure l’Inviato di Dio, la pace del Signore su di lui: “Non manifestare soddisfazione (gioia) per il male che coglie tuo fratello, che Iddio avrà misericordia di lui e metterà alla prova te”. Trasmesso da Al-Tirmidi.
E disse il Profeta, che Dio lo preservi: “Non entrerà in Paradiso chi nutra in cuore un granello di superbia del peso di una formica”. Trasmesso da Muslim.
Aggiungerei dicendo che non è lecito per un musulmano maledire qualsiasi uomo od animale. Ciò lo possiamo vedere in tanti hadith del Profeta, la pace di Dio su di lui, fra i quali: “Maledire un credente è come ucciderlo”. Al Bukhari e Muslim concordano. “Non conviene a un uomo pio avere l’abitudine di maledire”. Muslim. “Non maledicetevi l’un l’altro, invocando la maledizione di Dio, o la Sua ira, o il Fuoco”. Abu Da’ud e Tirmidi.
E così dobbiamo confrontare bene l’atteggiamento del monaco, immerso sì nel bene, il quale non conosceva la natura degli esseri umani (che non sono degli angeli) e quello del sapiente che descrisse la via del pentimento.
C’è da dire che descrivendo la via del pentimento, il sapiente indicò al pentito questa terra buona nella quale doveva andare. Vi è un punto da rilevare. Se uno vuole pentirsi sinceramente, deve mettersi in un ambiente sano, nel senso che deve farsi degli amici pii e devoti e inserirsi tra di loro per potersi togliere dal peccato.
D’altro canto è doveroso per le persone pie, abbracciare ed accompagnare il pentito od il neoconvertito per aiutarlo a cambiare l’ambiente ed a purificarsi. Non si deve lasciare la persona che vuole raddrizzarsi preda degli scellerati.

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la prima lezione

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Abdel Fattah Hassan

Abdel Fattah Hassan

Attualmente insegna all'Università di Misurata, Libia. E' laureato ed ha master in materia religiosa delle università egiziane. E' stato imam della Grande Moschea di Roma, ha partecipato a numerosi meeting e congressi. Ha partecipato alla revisione della traduzione del Corano effettuata da Faud Kabathy. E' interprete e traduttore di libri dall'arabo all'italiano

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