As-Sawm (il digiuno) 1°parte

29 giugno 2016

Digiuno in arabo vuol dire astenersi da quasiasi cosa. Dice il Santo Corano a proposito della Vergine Maria:

— Se vedi qualche essere umano dì:”Certo, ho fatto voto di digiuno al Misericordioso: oggi dunque non parlerò a nessun essere umano.” —
(Sura Maria , v. 26).

ramadan

Il digiuno (Assaum) come pilastro dell’Islam è l’astensione dal cibo, dalle bevande, dal fumo e dalle relazioni sessuali con le proprie mogli dall’alba fino al tramonto.
Dio Altissimo ha prescritto il digiuno alla gente perchè è un esercizio spirituale di altissimo merito. Chi digiuna, sa bene che Allah lo vede costantemente, e teme il suo Creatore. Direi che il digiuno ci dà una forza spirituale così grande che ciascuno di noi prova il dolce sapore della presenza di Dio, del timore di Dio, senza badare agli sguardi e al controllo della gente. Siccome il digiuno è un esercizio pieno di spiritualità Allah, l’Altissimo lo impone alle Sue creature.
Dice il Santo Corano a tale riguardo:

— Credenti, è scritto per voi il digiuno, come fu scritto per quelli prima di voi, sarete voi devoti? —
(Sura La Giovenca, v.183).

Dio l’Altissimo che ha onorato i figli di Adamo e li ha fatti primeggiare su ogni altra creatura, dà loro con il digiuno un’occasione d’oro per rendersi simili agli Angeli. Vale a dire che chi digiuna assomiglia agli Angeli, i quali non mangiano, non bevono, non si sposano e sono completamente obbedienti al Signore l’Altissimo.
Quindi il digiuno è un pilastro dell’Islam, e si compie nel santo mese del Ramadhan, il nono mese del calendario lunare. Perciò Ramadhan è il mese del digiuno, ma allo stesso tempo è il mese del Corano perchè fu durante il suo corso che il Corano fu rivelato dall’Altissimo al Profeta Muhammad, che Dio lo benedica, per il tramite dell’Arcangelo Jibril (Gabriele).
Dice Allah Altissimo nel Corano:

— Il Corano guida per le genti, e prova di condotta e di discernimento, è stato inviato nel mese di Ramadhan. Chiunque lo vede, digiuni. E chiunque è ammalato, o in viaggio, li sostituisca allora, con altri giorni. Dio vuole per voi la facilità, non vuole per voi la difficoltà. —
(Sura la Giovenca, v. 185).

Questo versetto ci dice che i musulmani puberi, sani di mente e in buone condizioni fisiche, devono digiunare. D’altro canto è preferibile incoraggiere i bambini a osservare il digiuno, anche se parzialmente, affinché si abituino a tale pratica, così una volta superata la pubertà, riescano ad osservarlo senza fatica; Arrubai’ Bint Mu’awiz (una donna che è vissuta al tempo del Profeta, le benedizioni di Dio su di lui) disse: “gli Ansariti facevano il digiuno di Ashura e facevano digiunare i loro bambini piccoli, e andavano con loro alla moschea dando loro un piccolo giocattolo di lana affinchè non pensassero al cibo”.
Però Allah il Misericordioso accorda delle facilitazioni per gli ammalati, le donne in periodo mestruale o quelle incinta, e le puerpere, o per chiunque non possa assolvere il digiuno.
Questi potranno digiunare quando saranno nelle condizioni di poterlo fare, e dovranno osservare lo stesso numero di giorni di digiuno, di tutti gli altri.
Inoltre, chi non può digiunare e non può recuperare in seguito, se la ragione è duratura e non provvisoria, deve compensare tale impossibilità nutrendo un povero oppure pagando una somma uguale a un pasto medio per ogni giorno non digiunato (ora in Italia sono circa 6 euro per ogni giorno).
Chi invece può digiunare e non lo fa coscientemente, commette un grave peccato ed è soggetto a un’espiazione per ognuno dei giorni in cui ha mancato al precetto. Tal espiazione consiste nella liberazione di uno schiavo, o quando ciò non possa essere fatto, nel nutrire sessanta poveri o ancora, non avendone i mezzi, in un digiuno di sessanta giorni consecutivi.
Disse l’Inviato di Dio, la pace e le benedizioni di Dio su di lui, a tale proposito: “chi viola il digiuno di un giorno di Ramadhan senza scusa concessa da Allah, non riesce a recuperare questo giorno anche se digiunasse per tutta la vita (se non chiede perdono a Dio)”. Trasmesso da Abu Daud, Ibn Maja’, At Tirmidi.
La stessa espiazione è valida per chi abbia rapporti coniugali durante il tempo dedicato al digiuno, e che sia ben conscio di aver violato la sacralità del digiuno. Però chi mangia o beve durante il periodo di digiuno, o che abbia rapporti coniugali pensando che l’alba non sia ancora spuntata o che il sole sia già tramontato deve recuperare soltanto un giorno perchè non ha commesso questo peccato coscientemente.

click qui

per la seconda lezione

per la terza lezione

per la quarta lezione

Abdel Fattah Hassan

Abdel Fattah Hassan

Attualmente insegna all'Università di Misurata, Libia. E' laureato ed ha master in materia religiosa delle università egiziane. E' stato imam della Grande Moschea di Roma, ha partecipato a numerosi meeting e congressi. Ha partecipato alla revisione della traduzione del Corano effettuata da Faud Kabathy. E' interprete e traduttore di libri dall'arabo all'italiano

More Posts

Follow Me:
Facebook